Lorenzo's profileCiclicamente malinconico...PhotosBlogLists Tools Help

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    January 20

    IANVA

    Santa Luce Dei Macelli
     
    Più lenta e greve d’un volo d’avvoltoio
    La folla orante avanza come bovi al mattatoio.
    Che entri il coro, che Luce sia
    Di ceri innumerevoli a punteggiar la via.
    E per toccare i lembi di sacra vestizione
    Come se fosse un balsamo che dà consolazione
    Ginocchi strisciano e lasciano una scia
    Schiumante e bruna come un’agonia…

    Come crivellato Golgota bianco seno tra le spine
    E in capo a Lei
    Le fanno da corona gli astri dell’Orsa Maggiore.
    Col suo volto avorio e porpora guarda a noi sulle rovine,
    Ed è per noi
    Che l’abissale colubro tiene sotto il tallone!

    Ma del Vattiente la gamba insanguinata
    Insinua una lezione che resta inascoltata:
    Che la mitezza non sempre è una virtù
    Chi doma il suo soffrire, non vuole schiavitù!
    Se il Cardo Santo è Atto Di Dolore
    Come le Sette Spade che vanno a berle in cuore,
    Vedo il virile, sereno sprezzo del-
    L’arcaico oplita che fa dono di sé.

    E dalle sdentate fauci di megere nero-notte
    Riecheggerà
    Sonora l’onda panica di ioniche rotte,
    Delle primavere attiche quelle sacre frenesie
    Crescono in me,
    E certe guerre estatiche diventano mie.
    Sento ancora tra le dita calde viscere fumanti
    E scorgo in Lei,
    Le traiettorie mistiche di uccelli migranti.
    Perciò stringo quel revolver e a ragione che mi chiedi
    Risponderò
    Di nuovo è tempo che gli Dei si onorino in piedi!
    May 24

    Ultimo libro letto

    Fermine Maxence
    IL VIOLINO NERO
     
    copj13
     
    È la fine del XVII secolo. Johannes, genio musicale precoce, rimane ferito nel corso della campagna napoleonica in Italia. Accolto e curato dal liutaio Erasmus, il giovane apprende nuove notizie su Carla Farenzi, una misteriosa dama fugacemente incontrata tempo prima. Il liutaio gli rivela poi il segreto di un violino nero, da lui stesso costruito, che canta con la voce suadente e incantatrice della donna. Dopo averlo sentito suonare la vita di Johannes, come uomo e come artista, resterà incatenata a quella di Carla Farenzi.
    April 22

    TYLER DURDEN

    Forse il segreto della felicità non sta negli infiniti tentativi di miglioramento, ma nell’abiezione più totale, nel toccare il fondo fino a farsi schifo.
                                                                                                                                                                      TYLER DURDEN
    April 21

    Ultimo libro letto

    MICHEL HOULLEBECQ
    PIATTAFORMA
    NEL CENTRO DEL MONDO
     
    tornaImmagine
     
    Michel, quarant'anni, parigino, è un funzionario ministeriale spento e apatico, annoiato da tutto, incapace di emozioni. Appena colpito dalla morte del padre, ha deciso di partire: una vacanza in Thailandia, l'oblio, l'immersione in un paradiso di piacere. Nell'oasi del turismo sessuale, Michel vive un incontro di imprevista intensità: quello con Valérie, una dirigente di "Nouvelles Frontières". Nell'umanità ordinaria e insensata che da anni circonda Michel, Valérie è un'eccezione: è capace di piacere, sa vivere i suoi desideri, non insegue fantasmi. Tornato a Parigi, conquistato dalla vitalità di Valérie, Michel intraprende, con lei e un suo collega, un'avventura finanziaria: creare una rete mondiale di villaggi turistici in cui il sesso sia libero, i desideri in vendita, la prostituzione autorizzata. Il successo dell'iniziativa è immediato. Il precipitare in tragedia altrettanto. Vite annoiate, piaceri degenerati, occidentali disillusi, integralisti di ogni sorta, sullo sfondo di un amore autentico, assoluto. Un romanzo che, raccontando il cinismo erotico del mondo consumistico, ha immediatamente sconvolto la Francia. Lo sguardo raggelato delle "Particelle elementari", il grigio soffocante dell'"Estensione del dominio della lotta", l'ironia feroce e stralunata di chi sa cogliere, impietosamente il non-senso ordinario degli umani commerci.
    April 20

    ...

    Quando si esita tra il fare e il non fare, bisogna sempre fare.Anche se poi si sbaglia.
    April 19

    Juke-box

                                                               inciampando
     
    Juke-box
     
    Il tuo viso esiste fresco
    mentre una sera scende dolce
    sul porto.
    Tu mi manchi molto,
    ogni ora di più.
    La tua assenza è un assedio
    ma ti chiedo una tregua
    prima dell’attacco finale
    perchè un cuore giace inerte
    rossastro sulla strada
    e un gatto se lo mangia
    tra gente indifferente
    ma non sono io,
    sono gli altri.
    E così…

    Piero Ciampi

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    P I E R O      C I A M P I
     
    Piero Ciampi, (Livorno, 28 settembre 1934 - Roma, 19 gennaio 1980) è stato un poeta e un cantautore italiano. Piero Ciampi nacque al numero 12 di via Pelletier nel quartiere Pontino di Livorno. Un quartiere popolare abitato da sempre da portuali e piccoli commercianti. E commerciante (di pelli) era anche il padre di Piero, che nacque dal secondo matrimonio. Durante la guerra, a seguito dei furiosi bombardamenti che fecero migliaia di vittime tra i livornesi, la famiglia Ciampi sfollò nelle campagne pisane per tornare a Livorno solo diversi anni dopo la fine del conflitto quando la zona fu definitivamente bonificata. Piero Ciampi, terminate le scuole superiori si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pisa ma la abbandonò dopo aver sostenuto circa metà degli esami. Tornato a Livorno mise su, con i fratelli Roberto e Paolo, un trio in cui lui era il cantante. Per vivere però lavorava in una ditta di oli lubrificanti del porto fino a quando non partì militare. Il periodo del CAR lo svolse a Pesaro dove passava le serate in libera uscita suonando nei locali della zona insieme a tre commilitoni tra cui Gianfranco Reverberi. Già durante questo periodo si ricordano le sue grandi bevute, il suo carattere che lo porta a cercare la rissa. Ma era anche un uomo e poeta affascinante che poteva suscitare solo sentimenti estremi: odio o amore. E di lui si innamora anche la figlia del comandante a cui Ciampi scrive lettere ogni giorno: secondo Reverberi, "neanche Cyrano de Bergerac avrebbe saputo fare di meglio". Tornato a Livorno suona il contrabbasso (strumento imparato a suonare da autodidatta) in piccoli complessini della zona. Ma l'inquietudine e l'insoddisfazione crescevano e così nel 1957, senza una lira in tasca, passò da Genova, dove incontrò Reverberi, per poi andare a Parigi. Qui si arrangiava cantando per poche lire le sue poesie, magari scritte poche ore prima in una birreria. Spesso non aveva neppure i soldi per mangiare ma si fece conoscere in alcuni ambienti parigini dove lo chiamavano "l'italianó"; qui conobbe Louis-Ferdinand Céline e divenne estimatore di un allora praticamente sconosciuto Georges Brassens. Nel 1959 tornò a Livorno dove passava le giornate ubriacandosi e progettando il futuro. Reverberi, che nel frattempo era entrato nell'ambiente musicale, lo raggiunse e lo convinse a trasferirsi a Milano dove lavorava, insieme con Franco Crepax, alla Ricordi. Nel 1961 Ciampi pubblica, per la Bluebell di Antonio Casetta, il suo primo disco. Il nome che compare in copertina è quello di Piero Litaliano (riprendendo quindi, senza l'apostrofo e senza l'accento, il suo nomignolo parigino). Crepax passa alla CGD e Ciampi lo segue. Per questa etichetta inciderà altri singoli e, nel 1963 il suo primo album: Piero Litaliano (ristampato in cd nel 1990 con lo stesso titolo ma con il vero nome del cantante). L'album però non ha successo né di pubblico né di critica (se si eccettua il giudizio di Natalia Aspesi che scrisse "nei suoi versi ci si trova qualcosa di abbastanza poetico per riuscire incomprensibile all'amatore abituale di canzonette"). Non fu un periodo felice per il cantautore. Tornò dapprima a Livorno e poi fu a Roma con Gaetano Pulvirenti che gli affidò la direzione artistica di una neonata piccola etichetta discografica, la Ariel. In questo periodo Ciampi si dedica a composizioni più orecchiabili e firma canzoni per altri interpreti; tra queste "Ho bisogno di vederti" che, cantata da Gigliola Cinquetti, arrivò quarta al festival di Sanremo del 1965. La incise poi anche lui, ma senza successo; così come non ebbe successo la Ariel che chiuse poco dopo. Nel 1967 esce "Lucia Rango Show", un album per cui scrive anche alcune canzoni - per la voce di una sconosciuta Lucia Rango. Esiste un incisione inedita del 1967 cantata a due voci da Piero Ciampi e Lucia Rango. Se la vita professionale si rivela difficile, non diversa è quella personale e affettiva. Tutti gli anni sessanta sono anni di vagabondaggi: Svezia, Spagna, Inghilterra, Irlanda, forse addirittura Giappone. Scappa senza dire niente a nessuno. Così come scappano le sue donne: Moira, irlandese, che dopo meno di un anno di matrimonio va via con Stefano, il loro figlio nato nel 1963; Gabriella che gli dà una figlia. Anni dopo, nella canzone "Ha tutte le carte in regola", Ciampi canterà: "Ha amato tanto due donne, erano belle, bionde, alte, snelle. Ma per lui non esistono più". Unica compagna fedele e sempre più inseparabile resta la bottiglia. Ad apprezzarlo e riconoscerne la grandezza di autore ed interprete sono solo alcuni amici dei primi anni milanesi tra cui Gino Paoli che da tempo interpretava sue canzoni e che riuscì a fargli avere un contratto con la RCA e un consistente anticipo in denaro che il cantautore livornese dilapidò senza incidere un solo pezzo. Continuò ad incidere con il consueto insuccesso mentre un qualche riscontro arrivò come autore. Nel 1973 "Bambino mio" (scritta da Ciampi insieme a Pino Pavone, un cantautore calabrese conosciuto da Ciampi nel 1960) fu cantata Carmen Villani a Canzonissima mentre Nicola Di Bari rifiutò "Io e te, Maria", che comunque incise l'anno dopo. Ed è proprio nel 1974 che la carriera di Ciampi potrebbe avere l'ennesima svolta: Ornella Vanoni contattò Gianni Marchetti perché avrebbe voluto incidere un intero album con le canzoni di Ciampi, ma questi era introvabile e quando ricomparve ormai il progetto era sfumato. Intanto si trascinava da un club all'altro, spesso senza concludere i concerti e litigando con organizzatori, baristi e ascoltatori. In questi anni tornò spesso a Livorno. Morì a Roma il 19 gennaio 1980 per un cancro alla gola. Molti sono gli artisti che hanno reso omaggio a Piero Ciampi. Tra i primi a ricordare il genio dell'autore livornese c'è Gino Paoli che ha portato in tournée il repertorio migliore di Ciampi. Anche l'amica Nada ha divulgato le canzoni di Piero Ciampi durante gli anni '80. Renato Zero gli ha dedicato quella che è forse la sua canzone più bella, "L'aquilone Piero", presentata per la prima volta nel 1990 al teatro Argentina di Roma nella serata tributo dal titolo "Gli amici cantano Piero Ciampi" (registrata sul cd uscito in allegato alla rivista Blu nel 1992).
    Il gruppo new wave dei La Crus lo ha poi omaggiato nel loro primo album con la cover de il brano "Il vino" facendo conoscere la poetica di questo artista anche alle nuove generazioni. Il gruppo acoustic-folk dei Mercanti di liquore ha reinciso, nell'album "CHE/COSA/TE/NE/FAI/DI/UN/TITOLO", la canzone ispirata allo stile di Ciampi e a lui dedicata "La moglie brontolona", come segno dell'ammirazione del gruppo per il cantautore livornese. Molti non sanno che una famosa frase di una delle più interessanti canzoni di Zucchero Fornaciari (come da lui narrato durante una lunga intervista, ma riconosciuto solo in seguito ad una causa intentatagli dai parenti del defunto cantautore) è una citazione al grande estro di Piero Ciampi "il mare impetuoso al tramonto, salì sulla luna e dietro una tendina di stelle...se la chiavò".

    19 Aprile

    Più la sua vita è infame, più un uomo ce l'ha a cuore;essa diventa allora una protesta, ogni suo istante una vendetta.
     
    Honorè de Balzac.
    April 26

    CRIMINAL NEWS

    CRIMINAL HATE: ON AIR 28-04-2006 ON WWW.RADIOZAMMù.IT 
     
    LIVE 29-04-2006 @ LE TORCE - CT
    March 04

    CRIMINAL HATE
    live 08 - 04 - 2006
    Circolo 5quarti
    Via Croce Rossa 39
    -MESSINA-
    February 23

    23\II\2006

    Essere generosi non significa porgere il proprio aiuto a qualcuno: ma non aspettarsi un riconoscimento dopo! Il dubbio e' che a volte aiutiamo il prossimo solo per sentirci a posto con noi stessi, per autogratificazione egoista!
    February 20

    Cuori Neri

    Leggetevi il libro di LUCA TELESE - CUORI NERI - Sperling&Kupfer eu 18,00

    E' semplicemente eccezionale!

     

    " E io, ho il cuore nero

    e tanta gente mi vorrebbe al cimitero

    E io, ho il cuore nero

    e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero"

     

    270 Bis - Claretta e Ben"